L’Autografo di Leonardo da Vinci a Firenze per il restauro: «Io Lionardo da Vinci in testimonio ut supra subscripsi»

L’unico autografo a oggi pervenutoci del genio Leonardo da Vinci e conservato presso l’Archivio di Stato di Milano è stato trasferito in questi giorni a Firenze per essere affidato alle cure delle sapienti mani dei restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure, Istituto Centrale del MiBACT la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d’arte.

Il manoscritto, redatto su carta milanese e datato 25 aprile 1483, è un contratto stipulato tra la Scuola della Concezione della Chiesa di San Francesco Grande a Milano e il maestro Leonardo da Vinci, che lavorerà insieme ai suoi due collaboratori i fratelli Evangelista e Gian Ambrogio De Predis. Con questo atto, rogato dal notaio Antonio de Capitani, vengono fissati i termini e le condizioni per la realizzazione di una pala d’altare – ossia il dipinto Vergine delle Rocce – che avrebbe dovuto essere ultimata entro l’8 dicembre dell’anno successivo, in occasione della festa della Immacolata, per un compenso di 800 lire; saranno gli stessi fratelli De Predis e Leonardo a dover provvedere a proprie spese alle materie prime per l’attuazione dell’opera.

Scoperto nel 1910, il documento ha subito vari danneggiamenti causati principalmente dall’umidità, che hanno portato al dilavamento dell’inchiostro e, di conseguenza, a una parziale perdita di testo; grazie al restauro – a oggi ancora in corso – si creerà una perfetta e precisa copia digitale che potrà essere consultata telematicamente attraverso immagini ad alta risoluzione.

Il Direttore dell’Archivio di Stato di Milano Benedetto Luigi Compagnoni ha dichiarato:

«Già ci manca, ma lo scopo è nobile: sottoporre il contratto a indagini diagnostiche sullo stato di salute, per procedere poi a un restauro digitale del documento, che renderà leggibile a occhio nudo anche la parte attualmente interpretabile solo con l’ausilio della lampada di Wood».

La lampada di Wood o luce nera è una sorgente luminosa che grazie a radiazioni elettromagnetiche ultraviolette permette di ricostruire quelle porzioni di testo che risultano apparentemente mancanti perché non più visibili a occhio nudo a causa dell’azione del tempo o dell’umidità che ha neutralizzato le tracce grafiche e indebolito il supporto.

Lampada di Wood

Il documento autografo, oltre a essere un’eccezionale testimonianza diretta di Leonardo da Vinci che lo sottoscrive con le parole «Io Lionardo da Vinci in testimonio ut supra subscripsi», ha anche una rilevantissima importanza per la storia dell’arte nella misura in cui definisce come avrebbe dovuto essere il dipinto della Vergine delle Rocce, opera che non fu mai esposta nella chiesa di San Francesco e che è oggi conservata presso il museo Louvre di Parigi.

Matilde Gamannossi Degl’Innocenti