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Autografi “Autopen”. Quando è la macchina a firmare per il VIP.

Non è raro navigando per forum o tramite le immagini in internet, imbatterci in autografi definiti come “Autopen”. Facciamo però un po’ di chiarezza: cosa sono gli autografi Autopen? Possiamo definirli autentici? 

L’Autopen, o Autopenna in italiano, è un dispositivo ideato e realizzato nel lontano 1801 dal celebre ingegnere John Isaac Hawkins.Questa rudimentale macchina permetteva, tramite l’ausilio di una penna verticale, di replicare esattamente la grafia di uno scrivente.


Questo apparecchio in realtà non prese molto campo fino alla metà del XX secolo, prima di allora si poteva infatti solo duplicare la firma su un altro foglio ed il guadagno in termini di tempo era irrisorio.In pochi la impiegarono con continuità, l’unico di cui abbiamo notizie certe fu il presidente Thomas Jefferson che firmò molti documenti con l’ausilio di questo macchinario.
Il vero cambiamento avvenne intorno agli anni ’50 quando l’avanzamento tecnologico aumentò enormemente il grado di efficienza della macchina Autopen rendendola del tutto autonoma: la macchina “impara” a firmare al nostro posto.




Da questo momento in poi tutti i più importanti personaggi del mondo dello spettacolo, capi di stato e sportivi si sono dotati di Autopen per firmare i propri autografi.
Provate ad  immaginare quanti fan da tutto il mondo possono scrivere o hanno scritto alle agenzie di personaggi come gli astronauti dell’Apollo 11 (tra i più celebri e famosi casi di Autopen) oppure a Bill Clinton.
È impensabile che i vip di questo calibro possano passare ore e ore del proprio tempo a firmare autografi gratuitamente; da qui infatti nasce l’esigenza dell’Autopen: una firma identica all’originale che può essere apposta ovunque e da chiunque senza limiti.

Tornando quindi al nostro quesito iniziale, possiamo ragionevolmente affermare che gli autografi compilati con Autopen non sono da considerare autentici, ma delle vere e proprie riproduzioni identiche l’una con l’altra.

Ma come fare quindi per capire se un autografo è autentico o apposto con l’ausilio dell’Autopen?
Non tutti purtroppo hanno la possibilità d’incontrare il loro beniamino e farsi firmare qualcosa da lui, pertanto è necessario rivolgersi a rivenditori o altri collezionisti.
In questo caso sono molti i campanelli d’allarme che possono farci instillare il dubbio:

-Autografo senza dedica
Contrariamente a quanto si possa pensare (so già che gran parte dei collezionisti storcerà il naso) gli autografi con una piccola postilla o una dedica non possono essere compilati con Autopen. Se non vi è un chiaro cambio di inchiostro tra la dedica e la firma quasi certamente questa è stata apposta da una mano e non da una macchina; l’Autopen infatti riproduce solo autografi e mai postille. Inoltre la presenza di altre parti manoscritte fornisce ai periti calligrafi la possibilità di effettuare un’analisi comparativa per stabilirne l’autenticità.

-Tipologia del documento/foto
Se ci troviamo davanti ad una foto con la sola firma oppure un documento routinario come ad esempio un invito, oppure un messaggio di auguri, questo è possibile che sia stato redatto con Autopen.

-Prezzo molto basso e mancanza di un certificato
Un altro indice da tenere sotto osservazione è il costo molto basso di un autografo che, se certificato, raggiunge cifre elevate.La mancanza inoltre di un certificato di autenticità redatto con i corretti dettami può farci pensare ad un potenziale Autopen (oltre che ad un falso).

-Addensamenti d’inchiostro 
Essendo una macchina questa ha dei limiti, in quanto replica esattamente una firma ma non il suo modo di compilazione. La presenza di alcuni addensamenti d’inchiostro all’inizio della prima lettera, nei punti in cui la penna si alza dal foglio oppure al termine della firma possono essere indice di Autopen. Il movimento è meccanico e in alcuni punti la penna tende a soffermarsi di più creando appunto delle piccole “gocce” facilmente individuabili.


Questo piccolo approfondimento è utile per tutti i collezionisti che si accingono a comprare autografi prevalentemente moderni, ma nonostante i consigli riportati qui, è necessario un occhio molto esperto e una grande banca dati di autografi redatti con Autopen, oltre a saper anche interpretare la calligrafia di un personaggio celebre.

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi sempre ad esperti del settore che sapranno valutare al meglio caso per caso ogni autografo che gli verrà sottoposto.
L’Associazione Autografia è a fianco del collezionista di autografi ed è a vostra disposizione per ogni approfondimento sugli autografi che desidererete far analizzare.


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