Asta Autografi N°16 Galileum Auctions – Antichi e Contemporanei

Come di consueto, continua la nostra collaborazione con Galileum Auctions, la Casa d’Aste dedicata interamente al mondo degli autografi.

L’asta N°16 terminerà il calendario delle aste dell’anno 2022 e vedrà presentati 100 lotti suddivisi in due sezioni.Le offerte saranno attive dal 9 al 16 Dicembre per gli Autografi Antichi XIV-XIX Secolo, e dal 9 al 17 Dicembre per gli Autografi del ‘900 e Contemporanei. 

Data la vasta selezione dei lotti e la grande importanza collezionistica, sarà impossibile elencarli singolarmente ed abbiamo pertanto provato a raggrupparne alcuni tra i più significativi.

Autografi Antichi XIV – XIX secolo:

Asta di Autografi Antichi - Galileum Auctions



Ampio spazio alla storia europea con i prestigiosi autografi su lettere e documenti membranacei di alcuni tra i più celebri personaggi del rinascimento.Troveremo infatti una pergamena con autografo del grande uomo politico Cicco Simonetta, una patente autografata di Carlo II d’Ambosie, militare e mecenate di Leonardo Da Vinci, oltre ad autografi delle famiglie Este, Medici, Gonzaga e Savoia.Molto importante il lotto composto da due pergamene a nome di Carlo V d’Asburgo, che conserva ancora il sigillo in ceralacca all’interno di una custodia in piombo, contenente l’autografo del potente Cardinale Antoine Perrenot de Granvelle.

Di grande interesse inoltre i lotti del risorgimento italiano, con le firme di Giuseppe Garibaldi, Carlo Filangieri, Cristina Trivlulzio di Belgiojoso, Benedetto Cairoli, Alfonso La Marmora e Manfredo Fanti.

Vera protagonista di questa prima tornata sarà senz’altro la musica con lotti di primissimo piano. 
Saranno infatti presenti gli autografi del Baritono Ronconi, l’editore Giovanni Ricordi, il violoncellista Pablo Casals, ed i grandi Maestri quali Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini, Jacques Offenbach, Jules Massenet, Pietro Mascagni e Saverio Mercadante.

A concludere questa categoria possiamo trovare uno degli autografi più straordinari della musica italiana, ovvero una lunghissima lettera di ben tre pagine interamente autografe di Giovanni Paisiello; con la presente missiva il musicista tenta di giustificare la sua condotta tenuta durante il periodo di anarchia.La lettera infatti, datata 28 Agosto 1799, fa riferimento al brevissimo periodo storico comunemente chiamato “Repubblica Napoletana”.


Da non perdere inoltre gli autografi della letteratura e religiosi, con una interessantissima lettera di Victor Hugo ed una missiva rarissima interamente autografa di Alfonso Maria de’ Liguori, proclamato Santo e Dottore della Chiesa.


-Autografi del ‘900 e Contemporanei

Autografi '900 e Contemporanei Asta di Autografi Galileum Auctions


La seconda tornata, che conterrà autografi del ‘900 e Contemporanei, presenterà dei veri e propri gioielli. 

Numerosi saranno i lotti inerenti alla letteratura ed alle avanguardie pittoriche del ‘900 come ad esempio lettere di Gabriele D’Annunzio e sua moglie Maria Gallese, Giuseppe Ungaretti, Ruggero Orlando, Trilussa, Filippo Tommaso Marinetti, Mario Sironi ed i fratelli Prampolini.

Spazio anche alle firme più “recenti” con la prima edizione di Insciallah autografata da Oriana Fallaci, Mario Luzi ed infine gli autografi -difficilmente reperibili- di Alda Merini con Ugo Nespolo sulla presentazione di “Eternamente Vivo”.

Consistente inoltre l’offerta dei lotti afferenti alla militaria ed alla politica internazionale con firme di caratura mondiale.Insieme ai più importanti statisti e militari italiani come Pertini, Andreotti, Mussolini, la Sindaca di Palermo Elda Pucci, l’aviatore Arturo Ferrarin, troveremo i rarissimi autografi dei cosmonauti russi – datati 15 Aprile 1965-  protagonisti della corsa allo spazio.
Gagarin, Leonov e gli altri astronauti condivideranno questa seconda parte di catalogo con un introvabile firma autografa di Winston Churchill redatta nella qualità di Segretario di Stato per il Ministero dell’Interno. 
A completare questa categoria un memorabilia di grande interesse: la bandiera americana autografata da Robert O’Neill, uno dei protagonisti dell’operazione che portò alla cattura e l’assassinio di Osama Bin Laden.

Unitamente ad alcuni cimeli del mondo del cinema, come foto autografate di Federico Fellini, James Stewart, Ray Milland, Kirk Douglas, Jerry Lewis, Charlton Heston e William Wyler, anche in questa seconda parte la musica farà da padrona.

Giacomo Puccini, Umberto Giordano, Pietro Mascagni e Malipiero sono accompagnati da due lotti di grande interesse di Arturo Toscanini: una bellissima lettera interamente autografa di rilevante contenuto ed una “chicca” unica, ovvero la celebre matrice originale in metallo con la quale il Maestro rispondeva ai numerosissimi ammiratori che ogni giorno scrivevano al suo indirizzo.

Concluderà l’anno il lotto 248, contenente gli autografi dei tre Beatles: Paul McCartney, John Lennon e George Harrison su una rarissima cartolina promozionale del tour svolto in Olanda nel 1964.

Tutti gli autografi proposti saranno corredati di uno o più certificati di autenticità, rendendo di fatto Galileum Auctions l’unica Casa d’Aste con tale grado di affidabilità.

Qui di seguito il link per consultare il catalogo:


I Top Autografi Certificati del Mese di Ottobre 2022

Torna l’attesissima rubrica degli autografi Top certificati dalla nostra Associazione per il mese di Ottobre 2022.
Sarebbe stato impossibile includere tutti certificati di un singolo mese, quindi abbiamo deciso di selezionarne alcuni -secondo il nostro parere- tra i più rari e interessanti.

Scopriamoli insieme:

1) Cristiano Ronaldo

Autografo di Cristiano Ronaldo apposto su maglia Juventus.


Provenienza: Collezione Privata




2) Tom Wopat, John Schneider e Catherine Bach del Cast della serie tv Hazzard

Particolarmente rara questa fotografia contenente gli autografi dei protagonisti della serie televisiva “Hazzard”.

Provenienza: Collezione Privata




3) Adolf Hitler

Documento originale con firma di Adolf Hitler e controfirmato dal Ministro del Lavoro Franz Seldte, datato 1935. Grande Rarità.


Provenienza: Galileum Autografi



4) Carlo V d’Asburgo Imperatore

Autografo di Carlo V d’Asburgo su pergamena. Grazie al prezioso documento viene concessa la Dignità Imperiale al Conte di Borgonovo – Alessandro I Sforza di Borgonovo – che governò la contea tra il 1492 e il 1545 unitamente alla possibilità di riscuotere i tributi nel proprio territorio.


Provenienza: Galileum Autografi



5) Papa Francesco

Rarissimo santino ufficiale con autografo di Papa Francesco con il sigillo a secco della Segreteria Particolare di Sua Santità che ne certifica l’autenticità. Senza dubbio una delle firme più ambite e ricercate dai collezionisti.


Provenienza: Galileum Autografi




6) Elisabetta II del Regno Unito

Documento con note interamente autografe e firma di Elisabetta II del Regno Unito. La Regina invia le sue più sincere condoglianze per la scomparsa del pretendente al trono del Regno delle Due Sicilie, Il Principe e Duca di Castro Ranieri di Borbone, scomparso il 12 gennaio 1973.


Provenienza: Galileum Autografi




7) Gerard Piqué

Autografo di Gerard Piqué su maglia originale FC Barcelona.


Provenienza: Collezione Privata




8) Ruud Gullit

Fotografia con autografo di Ruud Gullit che lo ritrae nel periodo in cui giocava nell’AC Milan.

Provenienza: Collezione Privata




9) Angela Lansbury

Dedica interamente autografa e firmata di Angela Lansbury, divenuta famosa per aver interpretato Jessica Fletcher nella serie televisiva “La signora in giallo”.

Provenienza: Collezione Privata




10) Javier Zanetti

Maglia con autografo di Javier Zanetti noto calciatore con più presenze nella storia dell’Inter, squadra di cui è il giocatore più vincente, con sedici trofei: cinque campionati italiani, quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane, una Coppa UEFA, una Champions League e una Coppa del mondo per club FIFA.


Provenienza: Collezione Privata




Associazione Autografia è al fianco del collezionista di autografi! Se hai materiale da certificare oppure desideri conoscere l’autenticità di un autografo, utilizza il nostro servizio di Quick Response.



Godetevi le novità e continuate a seguirci!

Asta Autografi numero 15

Galileum Auctions: al via l’asta N° 15 di autografi antichi e ‘900

Tutto pronto per la consultazione del catalogo dell’asta N° 15 di Galileum Auctions aperta alle offerte dal 28 Ottobre al 4/5 Novembre. Anche per questa occasione gli esperti della nota casa d’aste italiana hanno dato il meglio di sé per ricercare autografi di grandissima importanza e rarità che arricchiranno collezioni in tutto il mondo.

Come sempre noi di Associazione Autografia abbiamo curato l’autenticazione dei lotti in vendita, che saranno quindi dotati del prestigioso Certificato di Autenticità COA R. I lotti più pregiati saranno invece dotati dell’esclusivo Interactive COA R.

La selezione coprirà circa 700 anni di storia, partendo da una bellissima pergamena trecentesca, passando per il medioevo e rinascimento italiano con i lotti di Galeazzo Maria Sforza e Carlo V fino ad arrivare ai più celebri ed importanti regnanti che hanno segnato le nostre epoche.
Ampio spazio anche alla musica con il lotto cinquecentesco di Marc’Antonio Ingegneri, unitamente agli autografi particolarmente rari di Liszt, Romani, Boito, Leoncavallo, Offenbach e molti altri.

Di grandissimo rilievo anche gli autografi del ‘900 tra i quali troviamo incredibili rarità come il documento ufficiale firmato di Hitler, un biglietto di Elisabeth Förster-Nietzsche, sorella del celebre filosofo, Arturo Toscanini, Filippo Turati e tantissimi altri.

Vediamo assieme le highlights di questa asta:


Autografi antichi



1) Galeazzo Maria Sforza

Rarissimo autografo del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza. Senz’altro uno dei personaggi più odiati del tardi Medio Evo a causa della sua estrema crudeltà e dissolutezza, l’autografo del Duca di Milano è apposto su di una pregevole lettera-patente dell’amministrazione del sale. La pergamena fornisce un privilegio di due anni per i Moriggia, la casata milanese vicina ai Medici.

La data è 27/10/1466

2) Carlo V d’Asburgo

Questa importante pergamena a firma dell’Imperatore Carlo V d’Asburgo sancisce la concessione della dignità imperiale al Conte di Borgonovo Alessandro I Sforza di Borgonovo con possibilità di riscuotere tributi. Nella pergamena vengono nominati anche Galeazzo Maria Sforza e sua madre Bianca Maria Visconti.

L’atto è datato Bologna, 20 febbraio 1533

3) Silvio Pellico

Ecco un bellissimo esemplare interamente autografo dell’Inno al Sole di Silvio Pellico. Seppur si conoscano vari esemplari autografi di questo componimento poetico, questo esemplare presenta, rispetto all’originale noto, una variazione nella penultima strofa che la rendono assolutamente unica ed estremamente rara.

Il manoscritto è databile attorno al 1840.

4) Franz Liszt 

Lettera interamente autografa del celeberrimo compositore indirizzata ad un Conte. Liszt si scusa per non aver potuto far lui visita e tramite la lettera lo saluta caldamente.
Da Venezia, 11 gennaio 1883

5) Cesare Lombroso

Rarissima lettera interamente autografa del celebre medico ed antropologo Cesare Lombroso, redatta a Torino il 28 gennaio 1894 ed indirizzata all’attore Leone Mario Fumagalli. Il contenuto della lettera è semplicemente strepitoso dato che l’antropologo, su richiesta dell’attore, esamina e spiega i tratti psicologici dell’Amleto di Shakespeare.

6) Card. Albani futuro Papa Clemente XI

Bellissima bolla papale con cui il papa Innocenzo XII nomina il canonico per la città di Bussero e Corneliano. Questa pergamena è uno degli ultimi atti firmati dal Card. Albani come prelato in quanto dopo pochissimo salirà al soglio pontificio come Clemente XI. 

Data 28 giugno 1700

Autografi del ‘900



1) Ventaglio con autografi di d’Annunzio, Duse, Puccini, Chaplin etc.

Iniziamo la carrellata degli autografi del ‘900 con un incredibile oggetto di livello museale. Come era usanza nel jet set dei primi del secolo scorso, presentiamo un  bellissimo ventaglio autografato da alcuni dei più grandi nomi del ‘900. Gli autografi sono stati raccolti sul fronte e sul verso del pavese e vi possiamo apprezzare, tra gli altri, Gabriele d’Annunzio e Eleonora Duse, Giacomo Puccini, Charlie Chaplin, Guglielmo Marconi, Arturo Toscanini, Hauptmann e molti altri ancora. Il pavese è in carta con disegni floreali a matita, mentre la baraja è in bambù intagliato.

2) Richard Strauss

Lettera interamente autografa di Richard Strauss su propria carta intestata. 

Il compositore si complimenta per il grande successo del suo Rosenkavalier appena rappresentato alla Scala di Milano.

Da Vienna, 5 marzo 1927

3) Adolf Hitler

Ecco un rarissimo autografo del dittatore tedesco Adolf Hitler. 

Questo lotto comprende un decreto di nomina il Dr. Von Funkel come Vice Presidente dell’Ufficio Regionale per il Lavoro, firmato da Hitler e controfirmato dal Ministro del Lavoro Seldte, ed una rarissima cartolina ufficiale Hoffman raffigurante il capo del III Reich.
Sul documento è presente il timbro a secco del III Reich.
Considerati gli innumerevoli falsi in circolazione, questo documento è da considerarsi di incredibile rarità.
Autografo corredato di certificato di autenticità Interactive COA-R.

4) Beata Savina Petrilli

Piccolo carteggio contenente una lettera interamente autografa della Beata Savina Petrilli, fondatrice dell’Ordine delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena. Il carteggio rappresenta uno scambio epistolare tra la Beata Petrilli ed il presbitero e celebre archeologo Giulio Belvederi.

Data: tra il 1920 ed il 1921.

5) Papa Francesco

Conoscendo quanto il Pontefice sia restio a rilasciare autografi, questo santino recante la sua firma è senza dubbio uno degli autografi più rari presentati nell’asta n°15 di Galileum Auctions. Il Papa lascia il suo indelebile ricordo su di un santino ufficiale che lo raffigura; il santino reca il timbro a secco della Segreteria di Sua Santità che ne sancisce, al di là dell’esame calligrafico eseguito, la sua autenticità.
Autografo corredato di certificato di autenticità Interactive COA-R.

6) Regina Elisabetta II d’Inghilterra

Concludiamo questa presentazione con quello che è sicuramente uno degli autografi più ricercati del momento: la Regina Elisabetta II. La sua recente scomparsa ha scatenato la caccia ai suoi rarissimi autografi. Quello che viene presentato in questa asta non è solo un autografo, ma un documento di grandissima rarità ed interesse araldico e storico che reca, oltre alla firma, anche alcune righe interamente autografe della compianta Regina. Su carta intestata con stemma in oro di Buckingham Palace, la Regina riconosce come Capo della Casa di Borbone Due Sicilie il Principe e Duca di Castro Ferdinando Maria di Borbone.

Da Buckingham Palace, 12 febbraio 1973



Potrete consultare l’intero catalogo premendo il pulsante sottostante.

L’asta aprirà alle offerte dalle 12:00 del 28 Ottobre 2022 e si concluderà dalle 20:00 del 4 Novembre (Autografi Antichi) e dalle 20:00 del 5 Novembre (Autografi Moderni).
Per ogni necessità od ulteriore informazione i consulenti di Galileum Auctions sono a vostra completa disposizione dal lunedì al sabato dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:30 al num. 0558406700.

Asta Galileum Auctions Autografi

Galileum Auctions: Asta N° 14 di autografi antichi e ‘900

Le vacanze cominciano ad essere un ricordo sbiadito? Il tran tran quotidiano sta riprendendo inesorabile tra lavoro, famiglia ed impegni vari? Niente paura! Quale occasione migliore di svago può esserci se non esaminare con attenzione il nuovo catalogo di Galileum Auctions?

Tra pochissimi giorni si aprirà infatti alle offerte l’Asta N° 14 – Autografi antichi e ‘900 di Galileum Auctions e sono davvero estremamente interessanti i lotti selezionati dagli esperti di Galileum Autografi e poi autenticati dai nostri periti.
Ogni autografo in asta è infatti corredato dal prestigioso Certificato di Autenticità dell’Associazione Autografia.

L’Asta online avrà inizio il 16 settembre alle ore 12:00 e, grazie ai numerosi lotti di grande rarità, sarà divisa in due sezioni: “Autografi Antichi“, che terminerà dalle ore 20:00 del giorno 23 settembre 2022 e “Autografi ‘900”, che vedrà aggiudicarsi i lotti il giorno successivo, dalle ore 20:00 del 24 Settembre 2022 .
Nella prima sezione, Autografi antichi, sono ben 42 i lotti proposti: vediamo assieme qualcuno tra gli autografi più rari ed interessanti:

1.Massimiliano Sforza

Rarissima pergamena di grande formato a firma del Duca di Milano Massimiliano Sforza. con questo documento lo Sforza concede al Capitano di Ventura Antonio Maria Crivelli il Castello di Barasso. Il documento è datato 10 febbraio 1515, pochi mesi prima della celebre battaglia di Melegnano.

2. Napoleone Bonaparte

Bellissimo documento con postilla ed autografo di Napoleone Bonaparte. L’Imperatore dei Francesi autorizza il passaggio del Chirurgo Dott. Dupont al servizio del Re di Napoli Gioacchino Murat. Il documento è datato 24 giugno 1810. Ai fini collezionistici, i documenti postillati dall’Imperatore sono molto rari ed altamente apprezzati.

3. Vincenzo Bellini

Ricevuta interamente autografa di Vincenzo Bellini rilasciata all’amico e compositore Michele Carafa. Gli scritti di Bellini, considerato che è mancato a soli 34 anni, sono molto rari.

4. Giuseppe Verdi

Autografo musicale di Giuseppe Verdi contenente due righi musicali dei “Vespri Siciliani” e la sua inconfondibile firma. Al verso è presente un rigo musicale autografo del direttore d’orchestra Angelo Mariani.

5. Cristina Trivulzio di Belgiojoso

Lettera interamente autografo della madrina del Risorgimento con cui la Trivulzio rassicura l’interlocutore circa il trasferimento di un malato informandolo che, pur trattandosi di un’operazione molto delicata, lei è molto pratica e non correrà alcun rischio.

6. Claude Debussy

Lettera interamente autografa di Claude Debussy. Il compositore si complimenta con l’interlocutore per l’affascinante progetto che sta portando avanti e parla infine di una composizione per pianoforte.


***********

La seconda sezione, Autografi ‘900 vede invece una ricchissima selezione di autografi contemporanei. Vediamo alcuni dei lotti tra i più interessanti tra le 58 proposte.

1. Giovanni Pascoli

Un bellissimo estratto interamente autografo del grande poeta di Castelvecchio tratto dal libro “Primi poemetti” e vergato sul frontespizio di una copia dello stesso libro. Data: Castelvecchio giugno 1905.

2. Arturo Toscanini

Bellissima fotografia con dedica autografa. Il compositore scrive: “10 giugno 1933, ricordando!”, riferendosi al rifiuto di suonare in occasione del celebre Festival di Bayreuth dinanzi ad Hitler. Ad impreziosire il lotto, un telegramma inviato da Mausi a Toscanini.

3. Primo Levi

Lettera dattiloscritta con autografo del celebre scrittore indirizzata al Dott. Pinchera. Levi si complimenta con il dottore per la sua iniziativa e lo incoraggia dicendogli che troverà sicuramente qualcuno che potrà pubblicare il suo lavoro.

4. Benito Mussolini

Una vera e propria curiosità: il Duce appone il proprio autografo su di un menu della Festa dei Gagliardetti Fascisti a Mortara, tenutasi nel 1921.

5. Alberto Sordi

Bellissima fotografia in bianco e nero incorniciata con dedica autografa del celebre attore Alberto Sordi.

6. Giuseppe Ungaretti

Un bellissimo autografo sull’antiporta del libro in edizione limitata “Un grido e paesaggi”.

Potrete consultare l’intero catalogo premendo il pulsante sottostante.
Per ogni necessità od ulteriore informazione i consulenti di Galileum Auctions sono a vostra completa disposizione dal lunedì al sabato dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:30 al n. 0558406700.

Autografi con prova fotografica, la nuova frontiera della truffa

Da sempre l’Associazione Autografia sostiene che un’ottima e chiara fotografia che immortali il VIP durante la firma sia una valida prova dell’autenticità di un cimelio autografato. Nelle ultime settimane abbiamo però ricevuto decine di segnalazioni di autografi dubbi accompagnati da un’immagine dell’atto della firma che a prima vista sembrava inequivocabile. Nonostante la presenza della foto eravamo assolutamente certi della non autenticità degli autografi, pertanto abbiamo deciso di indagare a fondo per fare chiarezza e quello che è emerso è decisamente interessante. Vediamolo assieme.
Data la rapida diffusione di quest’ultima furberia ad opera dei falsari esperti di Photoshop, il materiale da noi reperito è veramente molto. Tra tutti i casi esaminati, ne abbiamo scelti tre che sono per noi tra i più eclatanti. 

Caso n° 1 – Autografo di Lionel Messi:
L’autografo del campione argentino è senz’altro uno degli autografi più richiesti dal mondo del collezionismo e, di conseguenza, è certamente uno degli autografi più falsificati del XXI secolo. Ovviamente non poteva mancare nella nostra piccola indagine! 

Il lavoro svolto dal falsario in questo caso è minuzioso ed è stato scoperto grazie alla ricerca della foto originale che, comparata a quella falsa, ci fa subito comprendere di trovarci davanti ad una clamorosa contraffazione.

L’immagine a sinistra è quella esaminata, mentre l’immagine a destra è quella originale, tratta da uno dei tanti eventi di firma-copie a cui Messi si è sottoposto. Se si osserva attentamente l’immagine di sinistra, si può vedere come la maglia originale sia stata capillarmente ritagliata e sostituita poi con la maglia con autografo contraffatto. La maglia è stata quindi proposta in vendita tramite un noto market place.

Caso n° 2 – Autografo di Roberto Baggio:
Stessa tipologia di contraffazione, altro grande del calcio preso di mira. Gli autografi del Divin Codino sono richiestissimi in tutto il mondo e pertanto tra i più “pericolosi” da acquistare se privi di una solida certificazione di autenticità. 
Nelle immagini sottostanti possiamo osservare la stessa tipologia di falsificazione già evidenziata nel caso di Messi, ovvero la sostituzione del cimelio. 

Autografo Roberto Baggio

Per realizzare questa falsificazione è stata utilizzata una fotografia che immortala l’incontro del campione con un tifoso. Nell’immagine a sinistra si evidenzia la fotografia contraffatta che ritrae l’autografo falso mentre a destra si può trovare la fotografia originale. Anche qui, mettendo a confronto le due immagini, si può vedere chiaramente che la maglia originale è stata ritagliata per essere sostituita con quella riportante l’autografo falso. Che dire, anche in questo caso il risultato della contraffazione dell’immagine è stato così convincente che la maglia è stata purtroppo VENDUTA ad un ignaro collezionista.

Caso 3 – Autografo di Diego Armando Maradona:
Come purtroppo ben sappiamo, anche l’autografo del Pibe de Oro è tra quelli più falsificati del XXI secolo, al punto che ci abbiamo anche scritto un libro: “Autografi falsi: come riconoscerli e (non) collezionarli” (puoi acquistarlo qui). La prematura scomparsa di Maradona ha riacceso ancor più il già fiorente collezionismo dei suoi cimeli firmati e sono veramente moltissimi i suoi autografi, veri e falsi, che giungono presso i nostri uffici per la verifica di autenticità. 

Per il caso che desideriamo esporre di seguito è necessario tener conto di molti fattori discriminanti quali le condizioni ambientali al momento della fotografia, le difficoltà nel fotografare un personaggio così celebre durante un’apparizione pubblica ed anche la scarsa qualità del campione fotografico che viene fornito ai certificatori. Nonostante questo, possiamo comunque osservare delle incongruenze evidenti tra la foto “prova” e il memorabilia autografato immesso in vendita.

Nella foto n°1 possiamo apprezzare il fotogramma utilizzato come prova – e secondo il nostro parere assolutamente genuino – che raffigura Diego mentre autografa la maglia. 
Nella foto n°2 visioniamo invece la maglia in vendita che riporta l’autografo, a detta del venditore, autentico e comprovato dalla foto-prova.
Tralasciando le problematiche che potrebbero generarsi dall’inclinazione della foto Grazie al reparto che cura le analisi grafiche abbiamo svolto approfonditi test, resi purtroppo più complessi dall’inclinazione della foto. Sono davvero molti i punti non in comune tra la foto-prova ed il cimelio. Come è facilmente apprezzabile, le proporzioni dell’autografo sono del tutto errate essendo il campione “1” particolarmente compresso ed il campione “2” molto morbido e ampio. Si potrebbe opporre all’esame il fatto che sia apposto su di un supporto elastico, e quindi soggetto a variazioni di dimensione sotto sollecitazione: verissimo! Infatti, essendo la maglia del campione “1” stata tesa per far meglio scorrere l’inchiostro in fase di firma, una volta posta in gruccia, come si può osservare nel campione 2, la firma dovrebbe apparire ancora più schiacciata in funzione dell’elasticità del filato che, dopo la sollecitazione, torna alla sua dimensione originaria. Con le frecce verdi e rosse abbiamo evidenziato i punti focali in cui si evidenziano le differenze tra i due campioni circa le proporzioni ed il posizionamento dell’autografo.

A fronte del sempre crescente mercato di autografi falsi presente nel nostro Paese, l’Associazione Autografia ha adeguato rapidamente i propri metodi di esame per stabilire l’autenticità di un autografo tramite nuovissime tecnologie biometriche da noi messe a punto. Questo sta creando non pochi problemi a chi truffa gli ignari collezionisti in quanto l’esame biometrico smaschera facilmente un falso. Non ci deve quindi stupire questo cambio di rotta dei falsari, che riversano il loro impegno e, ahinoi, il loro ingegno, producendo immagini contraffatte spesso molto ben realizzate e credibili.

Concludendo, questa breve analisi ci mostra come purtroppo anche la foto-prova non rappresenti più, oggi, una prova incontrovertibile dell’autenticità di un autografo se non tramite un ulteriore ed approfondito esame della foto stessa.
Se si vuol essere certi di non incappare in un falso, è quindi sempre più importante verificare le fonti, le garanzie fornite dal venditore e soprattutto che sia presente un Certificato di autenticità valido ed inappellabile.

Quadro Hitler Picasso

Hitler and Picasso: when calligraphic expert puts himself at the service of art.

The very recent discovery of a degenerate work of art deprecated by Nazism is making its way around the world. The work would portray in an ironic and satirical key none other than the Führer and could be, according to the art historian Annalisa Di Maria and the researcher Andrea da Montefeltro (both members of the Unesco Center in Florence), born from the hand of Pablo Picasso. The painting, according to art scholars, would be a tribute to Paul Klee by Picasso who may have returned, with this work, the gift received from his friend Klee in 1914.

The pictorial work is missing a signature; a past restoration at the edge of the canvas may have in fact canceled the author’s signature or perhaps, more simply, the author has deliberately omitted to sign it considering the subject dealt with, very hot and dangerous in a Europe crushed by the Nazi regime. However, there is an inscription on the lower lip of the portrait, and it is for this reason that the art historian requested the intervention of the Autografia Association to carry out an appraisal on this writing and to understand if it could really be similar to the handwriting of the Malaguayan genius. .

As we already collaborated with Dr. Di Maria and Dr. Andrea da Montefeltro for other very important works such as the recognition of a signature on a double painting attributable to Matisse and the attribution of a sanguine depicting “the ideal horse” no less that to Leonardo Da Vinci, we accepted with great pleasure the assignment, which then resulted in the international conference “The art on the run from Hitler” held on Sunday 7 August 2022 in the rooms of the Piobbico Castle where, on that occasion, the work under study was unveiled.

Since now the newspapers around the world are reporting the news, with great pride of me and of the whole Autografia Association, we want to share the studies carried out, thus deepening the subject of the calligraphic expertise on the work and, providing the technical details of the expertise , illustrate the reasons why we found the explanation of art historians and researchers plausible:

Hitler and Picasso

Let’s take a first overview of the work: in a purely Cubist style, a male face is depicted with a pipe in his mouth surrounded by a snake. Above him, three swastikas float inside as many cubes. Within the framework, the two writings we are going to analyze can be identified .

Hitler and Picasso

Inside the pipe you can find the first writing: KLEE. The word is perfectly inscribed, albeit stylized, inside the pipe head, creating its contours. If at first sight this writing might look like a signature, the unusual position of it, but above all the graphic gesture, lead me to abandon this hypothesis. Let’s see why …

Examining this signature taken as an example and taken from one of his works entitled “GEOFNET” of 1933, we can appreciate that Klee’s signature on his paintings is very simple but regular and rounded. If we then compare it with the KLEE writing present on the work, you will therefore understand that it is not possible to interpret the writing in the pipe as a signature.

Hitler and Picasso Work

Instead, I would favor the identification hypothesis, namely that the writing Klee refers to the recipient of the work. As we know, despite the famous anti-smoking campaign carried out by Hitler, Klee was an avid pipe smoker and never ceased to indulge in this vice.

Unfortunately this word, being a stylized writing that occupies a very precise and constrained spatiality, is not suitable for making any calligraphic comparison as it is to be considered as a drawing, but it is certainly very important in the conceptual evaluation of work itself.

Let’s analyze the second writing instead .. On the lower lip of the portrait you can see the writing: SCHWEIGEN. The writing occupies a very small space, about cm. 8 x2, delimited precisely by the size of the lower lip.

The word Schweigen in German means “remain silent, be silent”…
It is definitely emblematic that the author has inscribed the word “silence” on the mouth of the person portrayed. Is it an invitation? Is this an exhortation to keep quiet in order to preserve his life considering the rampant crimes in Nazi Europe? In fact, we must not forget that Klee, like Picasso, was part of what was defined as “degenerate art”: an art that went against the principles of National Socialism but which did not fail, however, for a pure contradiction in terms, to ensnare the leading exponents of the Nazi party such as Hitler, Goering and Goebbels. The three hierarchs were in fact so attracted to degenerate art that during the Nazi regime they carried out a real spoliation against museums and rich Jewish families from all over Europe to collect thousands of masterpieces which they then used to adorn their residences and the museums of the Reich.

I considered this word, “Schweigen”, suitable for making a calligraphic comparison, and I am now going to show the results of the studies carried out. Don’t worry, it won’t be boring but I am sure you will find the results very interesting.

The study that I am going to present now is therefore aimed at matching the calligraphy present in the painting to that of Pablo Picasso.
First of all, it is necessary to make a necessary premise: there are two characteristics that in our case make the examination of the handwriting more complex.

The first feature is that the writing was made with a paint brush. It is important to know that, due to the positioning of the fingers in holding the writing medium and, above all, due to the softness of the brush tip, the graphic gesture is therefore quite different from that carried out using a pen, a pencil or another writing tool. In addition, writing with the brush forces the author to detach the letters very often, since the brush quickly “discharges” his writing power and therefore needs to be dipped often in color. The signatures and letters wrote with a pant brush, while maintaining characteristics similar to the personage’s usual handwriting, are preferably to be compared with writings obtained with the same method. In this case we do not have this possibility since it was not Pablo Picasso’s custom to paint words within his works.

The second feature is the decidedly reduced space – let’s remember 8 × 2 centimeters – in which the author has inserted the writing; in fact, it is scientifically proven that the space that can be used for writing significantly influences the graphic gesture and its result. If a certain rigidity is perceived in the stroke, this is given by the small size usable by the artist for writing and, above all, by the tool used: the paintbrush.

Unfortunately, as already mentioned, there are very few writing samples within Picasso’s paintings and none can be used for a comparison except his signature, and even it not always present. A signature that, however, unlike his handwriting, changes substantially over the years, evolving into a stylization that is therefore not suitable for use as a comparison sample. For the sake of fairness, I must specify that the comparison between a pen or marker and a paintbrush writing can only provide a prudent opinion on authenticity, but unfortunately this is all we have available at the moment.

Therefore, hypotesizing that the painting and consequently the writing were made by Pablo Picasso, let’s proceed with the comparative examination of the two handwriting. We know that Pablo Picasso and Klee have studied at a distance and admired each other for many years and have met on at least two occasions, in 1933 and again in 1937 in Bern at Klee’s studio. Considering the presence of the swastikas in the painting, I tend to consider the second date, 1937 as plausible. This consideration is logical as the swastika, already suggested as a symbol of the National Socialist Party by Hitler in his Mein Kampf, published in 1925, was adopted as the flag of the Third Reich only starting from 1935, therefore knowing from that moment on its maximum and sad diffusion.

As we know, an individual’s handwriting is scientifically divided into three macro periods: the young age, the middle age and the third age.

It is necessary to point out that Picasso’s writing has not undergone substantial changes other than the physiological ones of the third age, and therefore his writing between the young age and the middle age can be considered very similar, as we can see from the picture below.

Hitler And Picasso Autograph

As we can see, Picasso has a hard time maintaining a regular line of writing and traces the words with a swinging movement, often filling every free space he can find. As if his art grew with him and had to roam free even in writing, devoid of any bond or imposition given by space or convention, this characteristic of Picasso’s handwriting is accentuated over the years, a bit because of the diminished control motor due to age, and a bit because let’s face it, HE was Picasso, and he could also afford the extravagance of writing in an unconventional way.

Let’s now analyze the first letter, Schweigen’s S.

The letter “S” is very particular, with very open arches and it is certainly the letter that makes the calligraphic comparison more solid. The genesis of the letter is at the apex, and it closes with a distinctly descending stroke, inclined to the left. Let’s see above the letters “S” written, unfortunately not painted by Picasso, which I used for the comparison.
Here is a letter “S” from 1915, a letter “S” from 1916, and finally 2 letters “S” from 1927, temporally therefore closer to the presumed dating of the painting.
As we can appreciate, the similarity is truly impressive …

We then move on to the letters “E” and “I”, certainly very interesting to evaluate.

In the painting, the letter “E” has a well-defined eyelet and the descending stroke carried almost vertically. Let’s pay attention to the particular roundness of the eyelet: using an autographed note written with a thick marker in 1964, we can observe how the shape of the letter “E” is actually very similar to that of the painting. The large-tipped marker is the writing tool that comes closest to a paintbrush so this comparison sample, albeit distant in time, is very important. We therefore ascertained that Picasso’s writing has not undergone significant changes over time.

Finally, let’s analyze the letter “I”:

The letter “I” is formed by a rod surmounted by an overwritten point, well straight and marked. Once again we will take advantage of the note written in 1964 with a large-tipped marker.

The two letters are drawn with the same graphic gesture and have the same size and direction, with the genesis of the shaft at the top and the stroke that widens towards the base, where stronger brush pressure is inevitable. The “I” of the note also has the same characteristics: the overwritten point is also almost equidistant to the “I” of the work in question. Again, the similarity is impressive.

These are the findings of our study and I hope you have found this handwriting analysis interesting. At this point I imagine that the question on everyone’s mind is: “but then the painting was really made by Picasso?” The answer to this question is certainly complex …

The work on the writings on the painting cannot and absolutely does not want to provide certainty about its authorship.
Considering who we are talking about, you will understand that providing a certain and unappealable attribution of the work in question to Picasso is a burden that can only be delegated to the experts of the Malaga’s genius. The attribution of such a work is a very complex process that is based not only on objective and perceptive analyzes but also on very precise scientific data, such as laboratory analyzes of the palette and the support, historical and biographical comparisons and, last but not least last, the forensic graphometry of which we have now seen its partial application on the writing present on the work.

The work we have carried out has therefore evaluated the possibility that the SCHWEIGEN writing could have actually been written by Pablo Picasso: the conformation of letters and style absolutely do not deny this chance and we hope that it can therefore provide a valid complement to subsequent studies that will certainly undertaken and which, we hope, can only confirm what was hypothesized by the team of scholars of which we proudly belonged.

Stefano Fortunati
President

Quadro Hitler Picasso

Hitler e Picasso: quando la perizia calligrafica si mette al servizio dell’arte

La recentissima scoperta di un’opera dell’arte degenerata deprecata dal nazismo sta facendo il giro del mondo. L’opera ritrarrebbe in chiave ironica e satirica nientemeno che il Führer stesso e potrebbe essere, secondo la storica dell’Arte Annalisa Di Maria ed il ricercatore Andrea da Montefeltro (entrambi membri del Centro per l’Unesco di Firenze), scaturita dalla mano di Pablo Picasso. Il dipinto, secondo gli studiosi d’arte, sarebbe un vero e proprio tributo a Paul Klee da parte di Picasso il quale potrebbe aver ricambiato, con questa opera, il dono ricevuto dall’amico Klee in precedenza.

L’opera pittorica è mancante di firma; un passato restauro al bordo della tela potrebbe aver cancellato infatti la firma dell’autore o forse, più semplicemente, l’autore ha deliberatamente omesso di firmarlo considerando il tema trattato, assai scottante e pericoloso in un’Europa schiacciata dal regime nazista. È però presente una scritta sul labbro inferiore del ritratto, ed è per questo che la storica dell’arte ha richiesto l’intervento dell’Associazione Autografia per effettuare una perizia su questa scritta e comprendere se essa potrebbe veramente essere avvicinata alla grafia del genio malagueno.

Avendo già collaborato fattivamente con la Dott.ssa Di Maria ed il Dott. Andrea da Montefeltro per altri lavori molto importanti quali il riconoscimento di una firma su un doppio dipinto attribuibile a Matisse e l’attribuzione di una sanguigna raffigurante “il cavallo ideale” nientemeno che a Leonardo Da Vinci, abbiamo accettato con molto piacere l’incarico, che è sfociato poi nella conferenza internazionale “L’arte in fuga da Hitler” tenutasi domenica 7 agosto 2022 nelle sale del Castello di Piobbico dove è stata in quell’occasione svelata l’opera oggetto di studio.

Dato che ormai i giornali di tutto il mondo stanno riportando la notizia, con grande orgoglio mio e di tutta l’Associazione Autografia, vogliamo condividere gli studi effettuati approfondendo così l’argomento della perizia calligrafica sull’opera e, fornendo i dettagli tecnici della perizia, illustrare i motivi per cui abbiamo reputata plausibile la spiegazione degli storici dell’arte e dei ricercatori:

Quadro Klee Hitler Picasso

Diamo un primo sguardo d’insieme all’opera: in stile prettamente cubista, viene raffigurato un volto maschile con in bocca una pipa circondato da un serpente. Sopra di lui tre svastiche galleggiano all’interno di altrettanti cubi. All’interno del quadro si possono individuare le due scritte, che andremo adesso ad analizzare assieme.

All’interno della pipa si può osservare la prima scritta: KLEE. La parola è inscritta in maniera perfetta, seppur stilizzata, all’interno della testa della pipa creandone addirittura i contorni. Se a prima vista questa scritta potrebbe sembrare una firma, la posizione insolita di essa, ma soprattutto il gesto grafico, mi portano ad abbandonare questa ipotesi. Vediamo il perché… 

Esaminando questa firma presa ad esempio e tratta da una delle sue opere dal titolo “GEOFNET” del 1933, possiamo apprezzare che la firma di Klee sui suoi quadri è molto semplice ma di andamento regolare e rotondeggiante. Se andiamo poi a compararla con la scritta KLEE presente sull’opera, comprenderete quindi che non è possibile interpretare la scritta nella pipa come una firma.

Propenderei invece per l’ipotesi identificativa, e cioè che la scritta Klee si riferisca al destinatario dell’opera. Come sappiamo, nonostante la celebre campagna anti fumo messa in atto da Hitler, Klee era un accanito fumatore di pipa e non cessò mai di abbandonarsi a questo vizio.  

Purtroppo questa parola, trattandosi di una scritta stilizzata che occupa una spazialità ben precisa e costretta, non è adatta per effettuare una qualsiasi comparazione calligrafica in quanto è da considerarsi alla stregua di un disegno, ma è senz’altro molto importante nella valutazione concettuale dell’opera stessa.

Analizziamo invece la seconda scritta.. Sul labbro inferiore del ritratto si può vedere la scritta: SCHWEIGEN. La scritta occupa uno spazio piccolissimo, circa 8 centimetri per 2, delimitata appunto dalla dimensione del labbro inferiore.

La parola Schweigen in tedesco significa “restare in silenzio, tacere”
È decisamente emblematico che l’autore abbia inscritto la parola “tacere” sulla bocca della persona ritratta. È un invito? È un’esortazione a tacere per preservarsi la vita di fronte ai crimini imperversanti nell’Europa nazista? Non dobbiamo infatti dimenticare che Klee, come Picasso del resto, fu parte di quella che fu definita “arte degenerata”: un’arte che andava contro ai principi del nazionalsocialismo ma che non mancava comunque, per una pura contraddizione in termini, di irretire i massimi esponenti del partito Nazista quali Hitler, Goering e Goebbels. I tre gerarchi erano infatti così attratti dall’arte degenerata che durante il regime nazista misero in atto una vera e propria spoliazione ai danni di musei e ricche famiglie ebree di tutta Europa per raccogliere migliaia di capolavori che utilizzarono poi per adornare le proprie residenze ed i musei del Reich. 

Ho ritenuto questa parola, “Schweigen”, adatta per effettuare una comparazione calligrafica, e vado adesso a mostrare le risultanze degli studi effettuati. Non vi preoccupate, non sarà una cosa noiosa ma sono certo che troverete le risultanze molto interessanti.

Lo studio che andrò a presentare adesso è volto quindi ad “avvicinare” la calligrafia presente nel dipinto a quella di Pablo Picasso.
Prima di tutto è necessario effettuare una doverosa premessa: due sono le caratteristiche che nel nostro caso rendono più complesso l’esame della grafia. 

La prima caratteristica è che la scritta è stata apposta tramite un pennello. E’ importante sapere che, a causa del posizionamento delle dita nell’impugnare il mezzo di scrittura e soprattutto a causa della morbidezza della punta del pennello, il gesto grafico è quindi abbastanza differente da quello attuato tramite una penna, una matita od un altro strumento di scrittura. In più, la scrittura con il pennello costringe l’autore a staccare molto le lettere, dato che il pennello “scarica” rapidamente le sue capacità scrittorie e necessita quindi di essere intinto spesso nel colore. Le firme e le lettere apposte con un pennello, pur mantenendo delle peculiarità caratteristiche simili alla calligrafia consueta del personaggio, sono preferibilmente da compararsi con scritture ottenute con lo stesso metodo. In questo caso non abbiamo questa possibilità dato che non era costume di Pablo Picasso dipingere parole all’interno delle sue opere. 

La seconda caratteristica è lo spazio decisamente ridotto -ricordiamo 8×2 centimetri- in cui l’autore ha inserito la scritta; è scientificamente provato infatti che lo spazio utilizzabile per scrivere influenza in maniera significativa il gesto grafico ed il suo risultato. Se si percepisce una certa rigidità nel tratto, questa è data dalle esigue dimensioni in cui l’artista si è trovato a scrivere e soprattutto dallo strumento utilizzato, il pennello.

Purtroppo, come già accennato sono pochissimi i campioni di scrittura all’interno dei quadri di Picasso e nessuno utilizzabile per una comparazione se non la sua firma, e anche quella non sempre presente. Firma che comunque, a differenza della sua grafia, cambia sostanzialmente negli anni evolvendosi in una stilizzazione che non è pertanto adatta ad essere utilizzata come campione di comparazione. Per dovere di correttezza devo specificare che la comparazione tra uno scritto a penna o pennarello ed uno a pennello può fornire soltanto un’opinione prudenziale sull’autenticità, ma purtroppo è tutto ciò che abbiamo a disposizione al momento.

Ipotizzando quindi che il dipinto e conseguentemente la scritta siano stati realizzati da Pablo Picasso, procediamo con l’esame comparativo delle due grafie. Sappiamo che Pablo Picasso e Klee si sono studiati a distanza ed ammirati per moltissimi anni e si sono incontrati in almeno due occasioni, nel 1933 ed ancora nel 1937 a Berna presso lo studio di Klee. Considerando la presenza delle svastiche nel dipinto, propendo per valutare come plausibile la seconda data, il 1937. Questa considerazione è di ordine logico dato che la svastica, già suggerita come simbolo del Partito Nazionalsocialista da Hitler nel suo Mein Kampf, pubblicato nel 1925, fu adottata come bandiera del Terzo Reich soltanto a partire dal 1935, conoscendo quindi da quel momento in poi la sua massima e triste diffusione.

Come sappiamo la calligrafia di un individuo è scientificamente suddivisa in tre macro periodi: l’età giovanile, l’età di mezzo e la terza età. 

È necessario puntualizzare che la scrittura di Picasso non abbia subito sostanziali cambiamenti se non quelli fisiologici propri della terza età, e quindi la sua scrittura tra l’età giovanile e l’età di mezzo può essere considerata molto simile, come vediamo dalle slides.

Come possiamo osservare, Picasso fa molta fatica a mantenere una linea di scrittura regolare e traccia le parole con un movimento altalenante, spesso riempiendo ogni spazio che si trova a tiro. Come se la sua arte crescesse con lui e dovesse vagare libera anche nella scrittura, priva di qualunque legame od imposizione data dallo spazio o dalla convenzione, questa caratteristica della grafia di Picasso si accentua con il passare degli anni, un po’ per il diminuito controllo motorio dovuto all’età, un po’ perché diciamocelo, LUI era Picasso, e poteva permettersi anche la stravaganza di scrivere in maniera anticonvenzionale.

Analizziamo adesso la prima lettera, la S di Schweigen.  

La lettera “S” è decisamente particolare, con gli archi molto aperti ed è sicuramente la lettera che rende più solida la comparazione calligrafica. La genesi della lettera è all’apice, e la stessa si chiude con un tratto spiccatamente discendente, inclinato verso sinistra. Vediamo qua sopra le lettere “S” scritte, purtroppo non dipinte da Picasso, che ho utilizzato per la comparazione. 
Ecco una lettera “S” del 1915, una lettera “S” del 1916, ed infine 2 lettere “S” del 1927,  temporalmente quindi più vicine alla datazione presunta del dipinto.
Come possiamo apprezzare, la similitudine è veramente impressionante…

Passiamo poi alle lettere “E” ed “I”, sicuramente molto interessanti da valutare.

Nel dipinto la lettera “E” si presenta con l’occhiello ben definito ed il tratto discendente portato quasi in verticale. Facciamo attenzione alla particolare rotondità dell’occhiello: utilizzando un biglietto autografo scritto con un pennarello grosso nel 1964, possiamo osservare come la forma della lettera “E” sia effettivamente molto simile a quella del dipinto. Il pennarello a punta grossa è lo strumento scrittorio che più si avvicina ad un pennello quindi questo campione di comparazione, seppur distante nel tempo, è molto importante. Abbiamo quindi appurato che la scrittura di Picasso non ha subito variazioni significative nel corso del tempo. 

Analizziamo infine la lettera “I”:

La lettera “I”  è formata da un’asta sormontata da un punto sovrascritto, ben diritta e marcata. Ancora una volta approfitteremo dell’appunto scritto nel 1964 con il pennarello a punta grossa. 

Le due lettere sono tracciate con lo stesso gesto grafico e presentano la stessa dimensione e direzione, con la genesi dell’asta in alto ed il tratto che si allarga verso la base, dove è inevitabile la maggiore pressione del pennello. Anche la “I” dell’appunto presenta le stesse caratteristiche: il punto sovrascritto è anch’esso pressoché equidistante alla “I” dell’opera in  esame. Anche in questo caso come possiamo apprezzare la similitudine che è a dir poco impressionante.

Queste sono le risultanze del nostro studio e spero che abbiate trovato questa analisi calligrafica interessante. A questo punto immagino che la domanda nella mente di tutti sia: “ma allora il quadro sarà stato davvero realizzato da Picasso?” La risposta a questo quesito è senz’altro complessa… 

Il lavoro sulle scritte presenti sul dipinto non  può e non vuole assolutamente fornire certezze sulla sua paternità.
Considerando di chi stiamo parlando, comprenderete che fornire un’attribuzione certa ed inappellabile dell’opera in esame a Picasso è un onere che può essere demandato solo agli esperti del genio malagueno. L’attribuzione di una simile opera è un processo molto articolato che si basa su analisi non solo oggettive e percettive ma anche su dati scientifici ben precisi, come le analisi di laboratorio della tavolozza e del supporto, raffronti storici e biografici e, ultima ma non ultima, la grafometria forense di cui abbiamo visto adesso una sua parziale applicazione sulla scritta presente sull’opera.

Il lavoro che abbiamo svolto ha quindi valutato la possibilità che la scritta SCHWEIGEN possa essere stata effettivamente realizzata da Pablo Picasso: la conformazione di lettere e stile non negano assolutamente questa chance e speriamo che esso possa fornire quindi un valido complemento agli studi successivi che certamente verranno intrapresi e che, ci auguriamo, possano solo confermare quanto ipotizzato dal team di studiosi di cui abbiamo fatto orgogliosamente parte.

Stefano Fortunati
Presidente

Case D'Asta - Certificati di Autenticità

Case d’Asta e autenticità: facciamo chiarezza

Le Case d’Asta sono ormai un bacino molto florido per i cacciatori di autografi; questa tipologia di vendita sta affiancando, se non addirittura superando, l’offerta proveniente dalle centinaia di negozi online specializzati nella vendita di autografi e memorabilia. Questo fenomeno sta crescendo in maniera così importante che riteniamo doveroso analizzare.

Quali sono i motivi per cui un collezionista preferisce l’acquisto di un autografo presso una Casa d’Aste piuttosto che presso un negozio online?

I motivi di questa scelta sono principalmente due. Il primo motivo è senz’altro che partecipando ad un’asta, al di là dell’emozione della puntata e della “lotta” per accaparrarsi l’autografo, talvolta può capitare di fare dei veri e propri affari, in quanto le case d’asta fissano dei prezzi di riserva piuttosto bassi rispetto al valore dell’autografo e, se si ha fortuna, può capitare di non trovare nessun concorrente ed aggiudicarsi quindi il lotto ad un ottimo prezzo.

Il secondo motivo è senz’altro quello più importante, e può identificarsi in una sola parola: sicurezza. Nell’accezione comune infatti l’acquisto presso una Casa d’Aste, soprattutto se blasonata o presente sul mercato da sempre, dà all’acquirente la sicurezza che un autografo (anche se privo di un Certificato di Autenticità valido di un ente accreditato) sia “per forza” autentico. Questo perché la Casa d’Aste e la sua più o meno solida reputazione, fornisce al collezionista una vera e propria comfort zone all’interno della quale non è possibile prendere una “sòla”.

Ma è veramente così?

Nel corso degli anni ci siamo trovati spesso a dover fornire un’opinione di non autenticità su autografi e cimeli acquistati nel corso di un’asta, e spesso proprio banditi da alcune delle case d’asta più celebri in Europa. Come potrete immaginare il nostro responso è stato accolto con sbigottimento e quasi sempre accompagnato dalle solite frasi cliché: “Ma siete sicuri? Potreste effettuare un’ulteriore verifica? Perché non è possibile che sia falso, l’ho acquistato da XXXX!!! Non possono vendere oggetti falsi! Sono troppo conosciuti! Hanno come testimonial Tizio! Hanno ricevuto autografi da Caio! Vendono materiale di Sempronio!” Ecco… La frase su cui vorremmo soffermarci è proprio questa: 

“Non è possibile che sia falso, l’ho acquistato da XXX!!!”. 

Su questo concetto riteniamo necessario dover fare finalmente chiarezza e spiegare a tutti i collezionisti che la percezione di assoluta sicurezza sull’autenticità di ciò che viene venduto dalle Case d’Asta non ha motivo di essere. Nessun blasone o solida reputazione può sostituire infatti un Certificato di Autenticità rilasciato da un ente certificatore di terza parte. Vediamo assieme il perché:

Tutte le case d’asta hanno una sezione sul proprio sito chiamato “Termini e Condizioni”, che purtroppo non viene letto quasi mai da nessuno. Nei termini e condizioni esiste una vera e propria manleva che mette al riparo la Casa d’Aste dal dover fornire prova dell’autenticità di ciò che viene da loro messo in vendita. Impossibile? Direi proprio di no. Per dovere di cronaca abbiamo fatto quindi un “viaggio approfondito” nei siti di alcune tra le più celebri case d’aste e riporteremo  alcune delle manleve contenute nel “Termini e Condizioni”. Per inciso queste informazioni che evidenziamo di seguito sono ben visibili ed alla portata di tutti coloro che vogliano consultarle.
**IMPORTANTE** Questo articolo non vuole assolutamente essere un attacco alle Case d’Asta, con molte delle quali peraltro collaboriamo fattivamente, ma soltanto un report realizzato al fine di spezzare l’illusione dell’”acquisto al di sopra di ogni sospetto” e tutelare quindi gli acquirenti e collezionisti.
Abbiamo pertanto riadattato i testi delle manleve, mantenendo comunque i punti salienti che, per i più “pigri”, metteremo in grassetto. Ricordate che il “Venditore” è colui che conferisce il bene per la vendita e non la Casa d’Aste, che svolge puramente il ruolo di intermediario. Cominciamo!

Ecco la manleva di una nota Casa d’Aste internazionale: 

“Gli articoli i proposti in vendita e la conseguente attestazione di qualità è di responsabilità esclusiva dei Venditori. I nostri esperti determinano unicamente la possibilità che gli articoli siano pubblicati sul nostro Sito online solo tramite un’analisi online delle foto o video, e delle descrizioni dei Lotti forniti dai Venditori. Si stabilisce infatti che sia il Venditore a presentare un articolo in vendita, non XXXXXXX, e il Venditore rimane l’unico responsabile circa la conformità alle nostre direttive afferenti alla qualità, la conformità, la legalità e l’autenticità degli articoli posti in vendita. XXXXX mette solamente a disposizione un Sito online e servizi integrativi pre e post vendita.”

Come possiamo ben vedere, è chiarissimo che il sito declini ogni responsabilità circa l’autenticità e liceità di ciò che viene messo in vendita, demandandone l’onere al Venditore.

Proseguiamo con quattro tra le maggiori Case d’Asta italiane:

Caso 1:

“XXX agisce in qualità di mandante dei venditori per l’alienazione declina la responsabilità in ordine alla descrizione degli oggetti contenuta nei cataloghi; le descrizioni , così come le indicazione o illustrazioni, sono da considerarsi puramente indicative e non devono generare affidamento di alcun tipo negli aggiudicatari. Ogni asta è preceduta da un’esposizione pubblica così da permettere un’analisi approfondita sullo stato di conservazione, la provenienza, il tipo e la qualità degli oggetti. A seguito dell’aggiudicazione, sia XXX sia i venditori potranno essere in alcun modo reputati responsabili l’errata attribuzione e alla qualità degli oggetti. XXX non potrà rilasciare una garanzia in tal senso.” 

Nel caso 1 possiamo apprendere che la Casa d’Aste mette a disposizione i lotti per la visione e quindi, giustamente, se l’acquisto avviene senza un esame preventivo diretto o expertise, ne declina ogni responsabilità conseguente. Si può comunque vedere che essi stessi ammettono che non rilasciano alcun tipo di garanzia ma che questa deve essere procurata dall’acquirente o da un esperto di sua fiducia.

Caso 2:

“Nessuna garanzia; La nostra piattaforma è impossibilitata a verificare l’autenticità degli articoli listati, né ha controllo alcuno sulle azioni dei Fornitori che listano i suddetti Beni.
Tutte le descrizioni degli articoli, comprensive delle condizioni sono fornite dai Fornitori sotto la propria responsabilità esclusiva.
XXXXXXXX non garantisce o certifica l’accuratezza, o adeguatezza delle informazioni relative ad un Bene. XXXXXXX non verifica in modo indipendente le informazioni fornite dai Fornitori, e l’unica e totale responsabilità di verificare e valutare se un articolo è adeguato o autentico ricade sull’acquirente.
L’utente riconosce inoltre e accetta che XXXXXXXXX non si ritiene responsabile per nessun contenuto pubblicato dai suddetti Fornitori e quindi non si assume responsabilità dei contenuti espressi.”

Questo è il caso di una Casa d’Asta online. Seppur le descrizioni dei lotti in vendita siano sempre esaustive e ben documentate con supporti fotografici adeguati, anche qui possiamo apprendere che la Casa d’Asta non si assume la responsabilità o merito di quanto dichiarato dal venditore. 

Caso 3:

“Art. X. La Casa d’Aste XXXXXXXXXXX non rilascia nessun tipo di garanzia in ordine all’autenticità e all’attribuzione dei beni posti in vendita. In questo caso l’unico responsabile è da considerarsi esclusivamente il mandante.

Ogni oggetto è venduto “come visto”, nello stato e nelle condizioni di conservazione in cui si trovano.”

Anche nel caso 3 i beni sono disponibili preventivamente per l’analisi e lo studio e quindi, giustamente, la Casa d’Aste non rilascia garanzie ma addirittura inserisce la clausola del “visto e piaciuto”. Se poi l’acquirente non lo visiona prima di acquistare, non è certo colpa loro! 

Caso 4:

Art. x – Assenza di garanzia sui lotti

La Casa d’Aste XXXXXX alienerà i lotti per conto del Venditore nello stato in cui questi si trovano al momento del conferimento. Prima di ogni vendita si terrò una pubblica esposizione al fine di permettere ai compratori di esaminare di personalmente o tramite i loro rappresentanti i lotti ai fini di accertarne l’autenticità ed eventuali mancanze o difetti circa la conformità alla descrizione. Tutti i potenziali offerenti possono richiedere il parere di uno studioso o di un esperto indipendente da loro incaricato, ai fini di attestazione di autenticità, provenienza, attribuzione, origine o data…
Di conseguenza XXXXXXX, non fornisce pertanto nessuna garanzia contrattuale in ordine alla vendita dei lotti neppure per evizione trattandosi di vendita a rischio e pericolo del compratore come ai sensi e per gli effetti dell’art. 1488, comma 2, cod. civ. tranne i casi in cui siano stati taciuti all’acquirente eventuali difetti o vizi per malafede”

Molto significativo è quanto riportato nel caso 4: come possiamo leggere essi non solo permettono ma addirittura sembrano quasi consigliare la visione e valutazione dell’autenticità dei lotti ad esperti che operino al di fuori della Casa d’Aste stessa… Che dire, questo è a nostro avviso un bell’esempio di serietà!


Comprendiamo quindi che ognuna di queste case d’asta declina ogni sorta di responsabilità circa autenticità e provenienza dei beni banditi, riconoscendo nel Venditore l’unico responsabile in caso di contestazione.
**Attenzione!** questo non vuol dire che le Case d’Asta vendano falsi, ma semplicemente che non si prendono responsabilità nel caso in cui un oggetto dovesse essere poi identificato come non autentico. È doveroso rimarcare infatti che ogni Casa d’aste mette a disposizione i lotti per la visione prima di aprire le offerte, e le case che invece effettuano soltanto vendite online sono solitamente molto disponibili a fornire ogni tipo di informazione ed immagine supplementare che possa aiutare nell’identificazione dell’autenticità dei lotti. Quindi, chi non approfitta di questo servizio purtroppo si assume ogni rischio di acquistare un oggetto non autentico.

Come ognuno avrà infine capito, purtroppo l’acquisto presso una Casa d’Asta non fornisce automaticamente alcuna garanzia sull’autenticità di ciò che si acquista. Il dovere e l’onere di accertarsi dell’effettiva autenticità spetta quindi all’acquirente, che dovrebbe pertanto avvalersi del consulto di un esperto esterno che lavora ed agisce quindi per suo conto e nel suo interesse. 

Seppur le manleve siano strutturate e sottoscritte (quindi accettate) dall’acquirente al momento della registrazione, le Case d’Asta più serie sono solitamente disponibili al dialogo e cercano sempre, nell’ottica della soddisfazione del Cliente e del mantenimento della propria reputazione, di addivenire ad accordi e mediazioni nel caso di vendita di lotti rivelatisi poi non conformi.

Ma come mettersi al riparo da un acquisto sbagliato quindi?

Come sempre, in mancanza di un Certificato di Autenticità di terza parte ufficiale quali quelli rilasciati da PSA/DNA, Beckett, ACOA, Epperson, JSA ed Autografia, il nostro suggerimento è di ricorrere ad una Quick Opinion fornita da uno dei succitati enti. La Quick Opinion è il sistema più rapido ed economico per ricevere tempestivamente l’opinione di un esperto ed acquistare quindi in sicurezza.

Per ogni informazione ulteriore l’Associazione Autografia è a tua completa disposizione






Img Credit: Freepik

I Top Autografi Certificati del Mese di Giugno 2022

A causa dei tantissimi impegni degli scorsi mesi, unitamente all’elevata richiesta di quick-opinion e certificazioni, ritorna oggi a grande richiesta i Top autografi certificati del mese di Giugno 2022.
Sarebbe stato impossibile includere tutti certificati del mese, ma abbiamo comunque deciso di selezionare alcuni tra i più curiosi ed interessanti.
Scopriamoli insieme:

1) Carlos Santana

Autografo di Carlos Santana apposto su ampio foglio.


Provenienza: Collezione Privata



2) Tim Burton

Rarissimo autografo apposto su fotogramma estratto dal film “Nightmare Before Christmas”.

Provenienza: Collezione Privata



3) S.S. Lazio Anno 2021-2022

Maglia con autografi di: Ciro Immobile, Cabral, M. Lazzari, Radu, Akpa Akpro, L. Romero, D. Cataldi, Raul Moro, Luiz Felipe, Felipe Anderson, Patric, Marusic, Luis Alberto, Acerbi, Pepe Reina, I. Tare, Pedro, S. Milinkovic Savic, M. Zaccagni, T. Basic, M. Adamonis, T. Strakosha.
Il cimelio è inoltre accompagnato dal certificato Interactive COA-R e un’immagine di ciascun calciatore durante la firma.


Provenienza: Collezione Privata


4) Michael J. Fox

Autografo del celebre attore Michael J. Fox su Funko Pop del film: “Back to the future” (Ritorno al futuro).


Provenienza: Collezione Privata


5) Auguste e Louis Lumière

Autografi dei fratelli Auguste e Louis Lumière celebri inventori del proiettore cinematografico apposti su due cambiali dell’epoca.


Provenienza: Collezione Privata



6) Glenn Close, John Malkovich e Michelle Pfeiffer

Autografi dei famosi attori apposti su copertina vinile: “Dangerous Liaisons”.


Provenienza: Collezione Privata



7) Terence Hill – Mario Girotti

Autografo del celebre attore conosciuto e amato dal pubblico grazie all’interpretazione del personaggio protagonista della longeva serie televisiva Don Matteo.


Provenienza: Collezione Privata



8) Paolo Rossi

Cartolina con autografi di: Patrizio Sala, Ivano Bordon, Giancarlo Antognoni, Renato Zaccarelli, Giuseppe Zinetti, Claudio Gentile, Gaetano Scirea, Romeo Benetti, Roberto Bettega, Marco Tardelli, Giovanni Galli, Carlo Ancelotti, Gabriele Oriali e Bruno Conti.

Provenienza: Collezione Privata



9) Card. Joseph Ratzinger – Papa Benedetto XVI

Dedica interamente autografa e firmata dal Card. Ratzinger su libro: “La mia Vita“.

Provenienza: Galileum Autografi



10) Italo Balbo

Autografo di Italo Balbo apposto su fotografia che lo ritrae in posa in occasione della prima Transvolata Atlantica Orbetello (Italia) – Rio de Janeiro (Brasile).


Provenienza: Galileum Autografi



Associazione Autografia è al fianco del collezionista di autografi. Se hai materiale da certificare oppure desideri conoscere l’autenticità di un autografo, utilizza il nostro servizio di Quick Response.



Godetevi le novità e continuate a seguirci!

autografo Dante Alighieri

Autografo di Dante Alighieri – Studio sulla potenziale autenticità

Ho appreso con interesse ed attenzione la notizia del ritrovamento di un presunto autografo di Dante Alighieri, divulgata da alcune testate giornalistiche a seguito della segnalazione del Prof. Rodolfo Signorini di Mantova. Il Prof. Signorini ha avuto la fortuna (e l’onere) di essere stato chiamato a studiare un documento datato 1295 che reca, tra le altre, le firme a suggello di Guido Cavalcanti e di un “Dante Allagherii”; il documento è stato ritrovato in maniera del tutto fortuita da un privato cittadino all’interno di una Divina Commedia (coincidenza?) del 1906 illustrata da Gustavo Doré, un libro di elevatissima tiratura, quindi molto comune e di scarso valore economico, presente in pressoché tutte le biblioteche domestiche del secolo scorso. 

Indubbiamente comprendo che il trovarsi di fronte ad una firma che potrebbe essere attribuita al “sommo poeta”, una chimera che ad oggi non ha ancora mostrato il proprio volto a chicchessia, possa suscitare una grande emozione; il fatto però che ad oggi non sia stato ancora trovato nessuno scritto attribuibile con certezza a Dante Alighieri invita ad assumere un atteggiamento, come suggerito dal prof. Signorini stesso, estremamente prudenziale nell’approcciarsi alla disamina di un tale documento.

Ho quindi contattato il Dott. Lorenzo Cammelli, Ricercatore e Medievista presso la Regione Toscana e collaboratore del mio studio al fine di poter studiare assieme il documento contenente la firma attribuibile a Dante Alighieri. È però necessario effettuare una doverosa premessa: la firma da noi studiata è quella che è stata divulgata su internet in un’immagine di media qualità e definizione, ma che abbiamo comunque ritenuto sufficiente per trarre le conclusioni che vado ad esporre di seguito.

L’immagine esaminata riporta quattro firme ben leggibili, ma ci soffermeremo sulle ultime due. La prima recita:

“Ego D(…)ntes allagherii laudavi et me subschripse”

Mentre la seconda recita:

“Ego guido de chavalchantibus me subschribo”

Dato che non è possibile procedere ad un esame comparativo della firma attribuibile a Dante per l’evidente assenza di campioni di comparazione, le considerazioni che esporremo sono di ordine logico.

Da un primo esame oggettivo è innanzitutto molto singolare (ma non impossibile) che quattro tra le maggiori menti della Firenze medievale possano aver firmato un atto tutti assieme, considerando anche che la nota rottura del rapporto tra Guido Cavalcanti e Dante Alighieri avviene soltanto cinque anni dopo la data del documento, cioè nel 1300, in occasione dell’allontanamento di Cavalcanti da Firenze su ordine dello stesso Dante. 

Un altro dettaglio esaminato sta nella composizione della firma “Dantes Allagherii”; ogni studioso di Dante sa che il suo vero nome era “Durante detto Dante”. Sarebbe quindi abbastanza logico aspettarsi che la firma di Dante fosse apposta con il nome esteso e non con l’ipocoristico “Dante”; sappiamo però che spesso nel Medioevo l’ipocorismo finiva spesso per sostituire il nome vero e proprio, portando il soggetto a firmare con l’abbreviazione del proprio nome. Molta più attenzione va invece dedicata al patronimico Allagherii. Esso si trova infatti nei secoli contrapposto al forse più corretto “Alagherii”. A suffragio di quanto esposto si faccia riferimento agli studi pubblicati sul cognome del Sommo Poeta dall’Accademico della Crusca il fiorentino Giuseppe Pelli, il quale stabilì che nella seconda metà del XIII sec. erano presenti  in Firenze due famiglie ben distinte e non consanguinee, gli Aldighieri, originari di Nonantola da una parte, e gli Alighieri, di cui faceva parte Durante, dall’altra. Vero è inoltre che la copia della Commedia che pare sia stata utilizzata dal Boccaccio reca il titolo “explicit liber Comedie Dantis Alagherii de Florentia”. Con una sola L.

Entrando nel mio campo specifico in quanto analista forense di documenti antichi e contemporanei, la mia attenzione non può non essere catturata dalla forma della lettera “A” (o perlomeno di ciò che dovrebbe rappresentare) presente nel nome Dante. Ebbene, questo segno grafico si discosta fortemente dalle altre A presenti nello scritto; sebbene vi si possa  forse ravvisare un’ombra dell’occhiello, essa si presenta di dimensioni maggiori alle altre, con un angolo acuto estremamente pronunciato ma soprattutto mancante della grazia che dovrebbe poi condurre alla lettera successiva, carattere mutuato dai codici delle abbazie ed indice di eleganza. Ciò cozza abbastanza fortemente con quello che viene riportato nel comunicato stampa in cui si descrive la grafia di Dante come molto accurata e precisa.

Un altro dato molto importante che necessiterebbe di un accurato approfondimento è l’eccessiva brillantezza dell’inchiostro, assai insolita in uno scritto che dovrebbe avere oltre settecento anni. Questo purtroppo è però impossibile da determinare senza effettuare un esame de visu del documento.

Proseguendo nella disamina del documento, un altro elemento che non può non balzare all’occhio è la presenza di un segno grafico che precede la firma presunta di Dante; questo segno non può ricondurre che ad un signum tabellionis, il tabellionato che ogni notaio utilizzava per ufficializzare gli atti da lui sottoscritti. La particolarità grafica molto semplice, riportante delle lettere sovrastate dalla croce cattolica datano il signum con molta probabilità al secolo XIII, antesignano dei ben più elaborati signa dei secc. XVI e XVII. È noto che Dante non sia mai stato un notaio, ma proprio nel 1295 si iscrive all’arte dei Medici e degli Speziali, vuoi per accedere all’agone politico di Firenze vuoi perché era proprio questa arte che accoglieva nella sua gilda gli intellettuali dell’epoca.

Ma veniamo adesso a quello che a nostro avviso risulta essere l’aspetto più eclatante, che necessita di una spiegazione razionale a cui difficilmente può essere data spiegazione e che getta indubbiamente un’ulteriore ombra sull’effettiva autenticità del documento. Possiamo infatti vedere che il lato destro della pergamena presenta un’importante mancanza, dovuta probabilmente non a roditura di muride ma bensì ad uno strappo che sembra interessare anche la parte centrale del supporto membranaceo, senza però crearvi mancanze. Ecco, possiamo vedere che le due righe di scrittura presunta di Dante Alighieri vanno perfettamente a capo in corrispondenza dello strappo, tagliando la parola “Laudavi” in due sillabe. Questa particolarità non può che far pensare che la scrittura sia posteriore allo strappo e che quindi sia stata realizzata su di una pergamena già irrimediabilmente danneggiata. È invece noto a tutti che le pergamene, anche e soprattutto nel medioevo, venissero restaurate se danneggiate in fase di raschiatura o di asciugatura, mediante la ricucitura dei lembi forzatamente separati. La domanda a questo punto è inevitabile: è mai possibile che ben quattro tra gli scrittori e personaggi più eccelsi della Firenze medievale potessero sottoscrivere  un atto così importante su di un supporto di tale scarsa qualità?  

Ultima ma non ultima la seguente considerazione: al contrario di tutti gli altri attori partecipanti alla sottoscrizione del documento, la firma a nome Guido Cavalcanti è seguita dalle parole “me subscribo”. L’autore coniuga quindi il verbo “subsc(h)ribere” al tempo presente anziché al tempo indicativo perfetto, cioè il tempo che nel Medio Evo di Dante corrispondeva al passato prossimo, remoto e trapassato remoto dell’odierno italiano (la forma corretta). Anche questo è molto strano e soprattutto inaspettato se dovesse essere veramente uscito dalla penna di Cavalcanti…

Come possiamo quindi evincere dagli esiti dello studio effettuato sulla presunta firma di Dante Alighieri, molti sono i dubbi emersi a proposito della sua autenticità. 

Concluderei infine con un monito che ci viene proprio dalla penna del Poeta e chissà… forse un giorno lo ritroveremo proprio scritto di suo pugno ed ogni nodo verrà finalmente sciolto:

“Non sien le genti ancor troppo sicure a giudicar, sì come quei che stima le biade in campo pria che sien mature.” (Paradiso, Canto XIII – v. 130)

Stefano Fortunati




Stefano Fortunati è presidente dell’Associazione Autografia – Periti Calligrafi Certificatori. Iscritto alla Camera di Commercio di Firenze nel ruolo Periti ed Esperti, posiz. 1383 – Periti Calligrafi e Scritture Antiche e Moderne, è membro della The Manuscript Society e della UACC nella posizione di Appraiser and Authenticator per l’Europa.
Esperto di manoscritti ed autografi rinascimentali, è inoltre autore del libro “Autografi Falsi: come riconoscerli e (non) collezionarli. Autore, tra gli altri, del saggio “I processi di Dante” pubblicato da Minerva nel libro “Dante. Il più italiano dei poeti, il più poeta degli italiani”.
Collaboratore delle più importanti case d’asta per l’autenticazione di manoscritti ed autografi, ha recentemente fatto parte del pool di esperti che hanno lavorato per l’attribuzione di un disegno a Leonardo da Vinci, presentato per la prima volta al mondo presso la sede del Parlamento Europeo a Roma.

Lorenzo Cammelli
Ricercatore in storia medievale presso la Regione Toscana. Tra le numerosissime pubblicazioni sul Medioevo e partecipazioni a convegni, Cammelli ha redatto un’importante ricerca dal titolo “Ravenna nell’età di Dante. Spazi politici e relazioni sociali a Ravenna durante gli ultimi anni dell’esilio di Dante (1318-1321)